FIN DA BAMBINA ALLO SPECCHIO

MARTEDÌ 15 MAGGIO 2018 – ORE 13.30
  UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DELL’INSUBRIA
Aula Magna  –  Chiostro Sant’Abbondio     
 
Via Sant’Abbondio 12  –  Como

Workshop multidisciplinare a cura di Roberta Pezzetti, Direttore Centro SMARTER dell’Università degli Studi dell’Insubria e di Laura Caradonna, Presidente della Consulta Femminile Interassociativa Milano


Palazzo della Regione – Sala Pirelli
Via Fabio Filzi, 22 – Milano
 
Ore 12:00  
 
Era il 2016 quando nacque «Fin da Bambina», in occasione della giornata della bambina la ConsultaInterassociativa Femminile di Milano in collaborazione con l’Assessorato Regione Lombardia al Reddito di Autonomia e Inclusione Sociale, ha affrontato le problematiche più scottanti che riguardano l’educazione,la crescita e il rispetto dei diritti fondamentali della bambina.
 
Sabato 13 maggio 2017
Ore 15:00 – 19:30
Complesso Monumentale
Ex Ospedale San Rocco
Chiesa degli artisti e delCristo Flagellato
 
Piazza San Giovanni, Matera 
 
Tra Milano già Città Expo e Matera, Futura Capitale della cultura d’Europa esiste un filo conduttore al femminile che continua in modo concreto e costruttivo. Nel 2017 la Consulta Interassociativa Femminile di Milano in collaborazione con l’Associazione Armida e la straordinaria collaborazione di Antonella Pagano, ha affrontato le problematiche più scottanti che riguardano l’educazione, la crescita e il rispetto dei diritti Fondamentali della bambina di oggi, che sarà la donna, la madre e la compagna di domani.
 
In cammino verso il 2030 per un mondo più attento alla vita delle bambine e delle ragazze 
2017: sono passati 32 anni dalla dichiarazione di Pechino che individuava 12 aree di crisi dove intervenire per migliorare la vita delle donne.
193 stati membri delle Nazioni unite hanno fissato la dead line per raggiungere gli obbiettivi di sviluppo del millennio nel 2015.
In particolare le Nazioni unite hanno ribadito che realizzare l’uguaglianza di genere per donne e ragazze offrirà un contributo fondamentale al raggiungimento degli obbiettivi stabiliti.
Da allora:
È cresciuto il numero di bambine che frequentano la scuola primaria.
Nel 2000 erano 92 bambine su 100 maschi.
Nel 2012 il rapporto sale a 97 per 100 maschi.
Oggi sono ancora 31 milioni le bambine che non frequentano la scuola primaria.
In Africa ed in Medio Oriente su 59 paesi che praticavano le mutilazioni genitali nel 2000 ad oggi 25 stati hanno proibito questa pratica, ad esempio: Nigeria, Senegal, Egitto e Sierra Leone.
Il tasso di natalità tra le adolescenti: è sceso da 59 al 51 per mille ragazze dal 2000 al 2015.
 
Tra il 2008 e il 2012 il numero di bambine costrette a lavorare è diminuito del 40% (da 113 milioni a 68 milioni). 
 
Questi sono alcuni numeri. Ma i numeri non dicono tutto.
Sfugge loro la dimensione del singolo.
E la dimensione della vita del singolo è quella che fa la differenza.
 
Ogni bambina del mondo ha la sua storia e sta a noi donne, che di strada ne abbiamo fatta e ne facciamo tanta, far sì che la sua storia non sia macchiata da drammi, da ingiustizie, da sofferenze gratuite.
 
Ogni bambina del mondo ha diritto ai suoi diritti e anche ai suoi doveri, nel rispetto delle tradizioni e della cultura del suo popolo, ma anche nel rispetto del suo benessere psicofisico.
Certo detto così è ovvio. Mentre di fatto non lo è.
 
Solo se approfondiamo le problematiche che la riguardano ci rendiamo conto di quanto impegno dobbiamo ancora mettere perché il sorriso di ogni bimba sia quello fresco, ingenuo, libero e solare che merita. Ecco perché siamo qui a confrontarci, a fare rete, cercare insieme soluzioni concrete. 
 
C’è un proverbio che dice: «Se educhi un bambino avrai un uomo educato se educhi una bambina avrai un popolo educato»
Cosa resta ancora da fare?
Le Associazioni nella Consulta FemminileInterassociativa di Milano aiutano a sviluppare una filosofia di vita al femminile allineata ai tempi odierni.
Una filosofia in grado di rompere gli schemi che hanno generato gli stereotipi di genere e che sappia creare una coscienza femminile collettiva a livello mondiale dove il minimo comune denominatore sia la consapevolezza della parità, anzi della complementarietà. Solo attraverso questo percorso si possono gestire situazioni complesse che richiedono immensi e comuni sforzi per conquistare graduali miglioramenti fino alla soluzione sperata.
Le Associazioni femminili che dialogano insieme e trasformano i progetti in azioni sul territorio sono una forza inarrestabile di progresso e di sviluppo.
Proteggere, rispettare e educare FIN DA BAMBINA la donna di domani è il nostro impegno oggi.
 
Per questo siamo tutte qui.

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